Nuove cronache dal Mondo Nuovo

Lunedì sera, nell’annunciare i temi della nuova stagione di “Report”, Milena Gabanelli elencava una serie di cose che non avevano un prezzo di mercato e oggi ce l’hanno, e chiedeva agli spettatori di intervenire sul sito della trasmissione per esprimere la loro opinione su quale debba essere il confine tra quello che si può e quello che non si può comprare. Tra gli esempi citati dalla conduttrice, il mercato del sangue, degli organi, quello delle polizze vita di malati terminali, la possibilità di affittare una piazza per un evento escludendone i cittadini.
12 AGO 20
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Lunedì sera, nell’annunciare i temi della nuova stagione di “Report”, Milena Gabanelli elencava una serie di cose che non avevano un prezzo di mercato e oggi ce l’hanno, e chiedeva agli spettatori di intervenire sul sito della trasmissione per esprimere la loro opinione su quale debba essere il confine tra quello che si può e quello che non si può comprare. Tra gli esempi citati dalla conduttrice, il mercato del sangue, degli organi, quello delle polizze vita di malati terminali, la possibilità di affittare una piazza per un evento escludendone i cittadini. Ci ha messo anche la possibilità di pagare qualcuno per fare la fila al proprio posto, eppure si è stranamente dimenticata del mercato della maternità surrogata. La cosa non ci stupisce. A criticare la compravendita di bambini attraverso la compravendita dell’utero di donne generalmente povere, mercato fiorentissimo soprattutto in India o nei paesi dell’ex Urss, si rischia di passare per odiosi omofobi.
Correremo il rischio, ricordando però che la maternità surrogata non è usata solo da coppie omosessuali. E’ però l’unico sistema per avere figli da parte di coppie maschili. Come quella formata dalla quarantasettenne celebrity David Tutera, re dei wedding planner americani e conduttore della popolare trasmissione “My Wedding Fair”, e dal suo fidanzato e poi marito Ryan Jurica. Per provare a rinvigorire una relazione che denunciava stanchezza, i due hanno deciso di “avere dei figli”. Dopo tre anni di tentativi a vuoto, sono riusciti a escogitare il perfetto bricolage, capace di accontentarli entrambi. Nell’utero di una “madre portatrice” sono stati trasferiti due embrioni: uno ottenuto dal seme di Tutera, l’altro da quello del suo partner. Ma quando la donna ha partorito i due gemelli, a luglio, la coppia dei committenti era definitivamente scoppiata. Al momento del divorzio, prima ancora della nascita dei bambini, un maschio e una femmina, si sono accordati: ognuno si portava a casa il proprio figlio biologico. I due neonati, Cielo Tutera e David Jurica, cresceranno a tremila chilometri di distanza. La madre? Ma la madre, in questi casi non c’è, che domande. C’è un’incubatrice a pagamento.